Perché il valore nasce da un’esperienza su misura
Mi sono sentita dire da diverse future mamme la stessa frase ” In giro vedo immagini tutte uguali”.
E ho iniziato a pensare a perchè le immagini che vediamo tutti i giorni sono effettivamente tutte uguali (come dare tortoa quetsa affermazione? Ho provato anche a darmi qualche spiegazione…
1. L’algoritmo
Quando entriamo in una ricerca siamo bombardati nei giorni e settimane seguenti a vedere tutto su quella cosa che abbiamo cercato per caso. Ci vengono riproposte varianti su tutti i canali, social, web, insomma non ci si libera cosi facilmente di una “innocente” ricerca. E allora forse la percezione ne risente, perche vediamo tante immagini tutte simili in poco tempo. Forse arriviamo anche a provare una sorta di repulsione, chi lo sa. Fatto sta che la convinzione che le immagini che si assomigliano (per posa, colori, mood, outfit) siano poi “uguali” è un attimo.
2. I trend e la moda del momento
Ci sono delle pose, delle immagini che vengono richieste piu di altre nei diversi momenti. Saranno trend, sarà l’influencer di turno, io questo non lo so, ma la fotografia di gravidanza e di famiglia mi sembra stia prendendo dei persorsi diversi da quelli di qualche anno fa.
3. L’occhio
Una volta una futura mamma ha detto che il mio bianco e nero era uguali a quello della fotografa XXX.
Ovviamente ai miei occhi vedevo un’infinità di differenze in TUTTO (posa, uso delle luci, atmosfera, styling, postproduzione) ma ai suoi era tutto simile. Questa affermazione mi ha dato da pensare, perchè io venivo “percepita” così da lei, come da chissà quante altre persone e non lo sapevo, anzi non lo volevo.
Ma d’altronde questo terzo punto è in fondo il più importante dei tre.
Perchè per quanto tu pensi di aver fatto qualcosa di meravigliosamente bello, poi quello che conta è come ti “ritorna” indietro: dalla percezione che ne hanno gli altri, dalle loro parole ed esperienze. Sennò e la canti e te la suoni da solo, e non funziona quando lavori insieme alle persone).
Nello specifico, in questo caso parliamo dell’occhio di una persona che non ha uno sguardo allenato alla fotografia e quindi, giustamente, “semplifica”.
Questo terzo punto è l’assunto di base se si lavora con persone non modelle perchè è il terreno su cui ci si muove. Ed è quindi l’assunto più importante dei tre.
C’è speranza
Possiamo però riuscire a ribaltare questa percezione standardizzata solo in un modo, a mio parere.
Con la Personalizzazione del servizio fotografico.
Cosa significa davvero personalizzare un servizio fotografico?
Il set in sè o la posa in sè non vogliono dire assolutamente niente.
Prendono vita e significato nel momento in cui tu vivi quel set e vivi quella posa.
Quindi personalizzare non significa per forza inventarsi da capo tutto ogni volta.
Piuttosto significa ascolto per capire come modificare e rendere adatto a te qualcosa che senti essere aderente alla tua persona.
Significa prima di tutto ascoltare.
L’ascolto prima dello scatto: comprendere chi sei
Prima ancora di sistemare le luci o scegliere l’inquadratura, il lavoro comincia con la comprensione profonda della persona che ho di fronte. Quali sono le tue insicurezze? Quali sfumature del tuo carattere desideri far emergere? Adattare il set, la gestione della luce e le pose alla tua personalità è un atto di rispetto verso la tua unicità.
L’incontro tra fotografo e soggetto
La fotografia non è una pura esecuzione tecnica né un processo a senso unico in cui chi scatta impartisce ordini.
È un dialogo a due, un incontro sincero tra l’occhio di chi guarda e la sensibilità di chi si lascia guardare.
È proprio in questo spazio di fiducia reciproca che prende forma qualcosa di autentico e irripetibile.
Dal semplice “shooting” a un’esperienza di trasformazione
C’è una differenza sostanziale tra fare uno “shooting” e vivere un'”esperienza fotografica”. E deve essere chiara e trasparente come cosa, sennò rischia di essere semplicemente un cambio di parola per vendere di più e far sembrare il mio servizio “wow” quando invece non lo è.
Per me significa finire lo shooting ed aver creato qualcosa di nuovo, aver smosso qualcosa in te.
Può essere una consapevolezza diversa, anche solo per un piccolo piccolissimo pensiero o per il modo in cui ti vedi, per me è un grande traguardo.
Certo, personalizzare e dettagliare già diverse proposte a seconda dello Stile (se vuoi vedere quali sono gli stili di ritratto gravidanza che propongo li trovi qui) può essere un primo passo, ma non basta.
Lo shooting è solo l’ultima tappa del percorso che facciamo insieme!
Il valore della connessione umana
Sentirsi a proprio agio davanti alla fotocamera non è immediato per la maggior parte delle persone.
Ecco perchè ritengo così importante il conoscersi PRIMA dello shooting (ne parlo anche in questo articolo).
Costruire una connessione umana già durante la preparazione permette di sciogliere le tensioni e dimenticare l’ansia da prestazione. Lo studio o la location diventano a questo punto un luogo protetto in cui potersi sentire a proprio agio.
Cambiare il modo in cui ci percepiamo
L’obiettivo di un ritratto non è “farti venire bene” secondo canoni estetici imposti dall’esterno. Il traguardo più prezioso è trasformare il modo in cui ti guardi: regalarti una prospettiva nuova, più gentile e consapevole, su te stessa.
La storia di Claudia: riscoprire la propria luce nella gravidanza
Un esempio concreto di questo potere trasformativo è il percorso vissuto con Claudia durante la sua dolce attesa.
Claudia è arrivata in studio con una forte dose di scetticismo e molte insicurezze. I cambiamenti fisici della gravidanza, per quanto naturali, possono talvolta farci sentire distanti dalla nostra identità abituale, rendendo difficile vedersi belle o desiderabili.
“Non pensavo fosse possibile vedermi così. Ho scoperto una parte di me che non sapevo più riconoscere.”
Attraverso un lavoro delicato di guida, rispetto dei suoi tempi e valorizzazione della sua forma, il suo servizio fotografico gravidanza si è trasformato in un momento di pura riscoperta. Non abbiamo semplicemente documentato un pancione: abbiamo celebrato la sua forza, la sua intimità e una grazia che lei stessa credeva nascosta. È questa la forza di un ritratto autentico: non cambia chi sei, ma ti rivela per quello che sei davvero.
La tua storia merita di essere raccontata, non copiata
In un mondo saturo di fotocopie visive, la fotografia dovrebbe essere l’esatto contrario: la celebrazione di ciò che è irripetibile. Un’esperienza costruita intorno a te lascia ricordi tangibili che non svaniscono con l’algoritmo di domani, ma acquistano valore con il passare degli anni.
Pronta a vivere la tua esperienza fotografica?
Ogni storia ha una voce propria e merita un racconto visivo dedicato. Che si tratti di un ritratto personale, di un momento di transizione o di celebrare una fase speciale della tua vita, sono qui per ascoltarti.
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