La storia di questo ritratto: Ilaria. Un altro appuntamento in cui racconto la storia che sta dietro ad un singolo ritratto, ovvero come siamo arrivati fino a qui insieme ad Ilaria. Non si tratta di parametri tecnici di scatto o di set, ma il racconto del percorso che ci ha portato a creare un ritratto così speciale.
Verso la storia di questo ritratto: una piccola premessa
Ilaria mi ha contattata qualche mese fa perchè voleva raccontare la Sua Storia, che è intimamente legata al suo Corpo. Il suo corpo portatore di segni e di simboli doveva essere il protagonista.
Ma come sempre, la mera descrizione non basta.
La “sfida” è stata trovare una strada per andare oltre e lasciare ampio spazio all’immaginazione, per dare vita a una narrazione autentica ed intima.
Come è iniziata: la prima chiamata conoscitiva
Fin dalla prima chiamata con lei ho capito che il percorso insieme sarebbe andato su un piano decisamente “altro”, in cui il corpo diventava IL mezzo per raccontare qualcosa di diverso.
Non si trattava “solo” di un corpo nudo. La vera nudità da raccontare non era nel corpo senza veli, ma nella libertà di esserci, di esprimersi e di celebrare.
L’esperienza fotografica doveva essere quindi intima e fluida, quasi a seguire un flusso di pensiero.
E il corpo avrebbe fatto da guida, dall’inizio alla fine.
Come abbiamo progettato insieme lo shooting
Così abbiamo pianificato a grandi linee lo shooting, individuando i mood e le sfaccettature che avremmo voluto far emergere. Dico “a grandi linee” proprio perchè eravamo consapevoli dell’importanza della creazione instantanea e fluida.
La cosa meravigliosa è che tu puoi pianificare quanto vuoi, ma poi dal vivo, succede sempre qualcosa che non ti aspettavi e che, semplicemente, ACCADE.
E così è stato per questa serie di ritratti, che non erano stati minimamente pianificati.
Ed infatti eravamo arrivate a questo punto:

L’idea
All’improvviso mi è venuta in mente un’immagine, per assonanza, per libertà, per luce, non lo so.
Ma mi è venuta in mente.
E ho chiesto a Ilaria di togliersi quel vestito e mettersi dei guanti neri per provare ad ottenere l’effetto “venere di Milo”.
Se non avete capito l’immagine a cui mi riferisco qual è, molto probabilmente non avete visto The Dreamers di Bertolucci e non vi siete innamorati di Eva Green come è accaduto a chiunque lo abbia visto.

L’esperienza fotografica
L’esperienza con Ilaria è stato uno di quei momenti in cui si crea una frattura che non puoi ignorare, e che sta incidendo in maniera importante sul mio modo di vedere e di accogliere l’altro, ma di questo vi parlerò in un altro post.
Spesso è proprio nell’incontro che nasce quel qualcosa di inspiegabile e di imprevedibile.
Ed è proprio questo che rende unica l’Esperienza fotografica insieme
(ecco perché non si tratta solo di un Servizio fotografico – e non lo dico per questioni di Marketing come alcuni potrebbero pensare 😜 – ).
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Le parole gentili delle donne che mi hanno già scelta e hanno voluto condividere la loro esperienza 🥰


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