Ti racconto la storia di questo ritratto
Ti racconto la storia di questa foto perché sì, è vero: ogni ritratto nasce da scelte precise.
Ma alcuni ritratti hanno una storia più stratificata, fatta di rimandi, immagini interiori e intuizioni che si accendono all’improvviso.
Questo è uno di quelli.
E no, non ti parlerò di parametri di scatto o di schemi luce.
Qui la protagonista è la storia.
Il percorso che ci ha portate fin qui.

Come siamo arrivate a creare questo ritratto
Per costruire l’atmosfera di questa immagine ho lavorato su alcuni elementi chiave:
- un cielo notturno, stellato
- l’abito bianco
- il taglio netto dei capelli della futura mamma
Ma, prima ancora di tutto questo, c’era un’immagine che avevo già in testa.
Un’immagine che si è accesa nel momento esatto in cui ho visto quel caschetto nero.
Da lì, la mia mente ha iniziato a collegare punti.
L’immaginario da cui tutto è partito

E’ esattamente da queste immagini qui di fianco che la mia mente ha iniziato a elaborare l’idea.
Non è il video degli smashing pumpkins, ma è uno dei primi film della storia del cinema realizzato da George Melies (se questo nome non vi dice niente correte a cercarlo).
Questo immaginario in realtà non è piovuto dal cielo, ma viene dalla mia formazione “accademica”, perchè si, io sono una di quelle che ha fatto scienze della comunicazione (ormai piu di 20 anni fa). E tra le mille materie che ho studiato c’è stata anche la storia del cinema, ed ha toccato le mie corde piu di tante altre (tra l’altro in un momento storico in cui i film per vederli dovevi andare a noleggiarli).
Dall’idea alla materia
A quel punto mi sono chiesta: come trasformare tutto questo in un’immagine reale?
Il primo passo è stato creare un cielo che fosse simile, ma non identico a quello del film.
Per farlo mi sono fatta aiutare da ChatGPT, costruendo un’immagine che restituisse quella sensazione sospesa.
Avrei potuto montare tutto in post-produzione.
Certo che si, Ma non l’ho fatto. Ho scelto invece di proiettare l’immagine sullo sfondo.
Perché lavorare con il risultato finale davanti agli occhi è completamente diverso dal lavorare su uno sfondo neutro e vuoto, ed immaginare tutto il resto.
E soprattutto perché quel cielo non doveva essere solo uno sfondo: doveva fondersi con la persona ritratta, diventare parte della scena, dialogare con lei.
E poi mancavano luce e posa.
Anche qui ho cercato di restare in linea con un’atmosfera lontana dalla definizione di un tempo preciso, ma che al tempo stesso fosse d’impatto.
Ecco perchè non c’è nulla di “definito” nel dettaglio, ma gli elementi si stagliano netti e sono distinguibili anche ad un primo sguardo.
Ed è così che siamo arrivate qui.
Perché ti racconto la storia di questa foto ? Non per spiegare come è stata scattata,
ma per mostrarti come nasce davvero un ritratto quando parte da un’immagine interiore prima ancora che da una macchina fotografica.

Se vuoi scoprire che cosa posso fare per te dai uno sguardo alla pagina dedicata ai servizi fotografici
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